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Facoltà #Umanistiche

3 Motivi per sceglierle!


1] VOCAZIONE


Sicuramente, in primis, per passione, per un’ innata predisposizione alle sue discipline caratterizzanti.

Inoltre, per l’ambito lavorativo, che presuppone una naturale propensione alla cura e al benessere altrui, dal bambino all’anziano, passando per la formazione anche in presenza di bisogni educativi speciali.
[Scopri gli sbocchi occupazionali al punto 3!]


2] PERCORSO DI STUDI


Chi decide di accostarsi ad un percorso di studi psico-pedagogico si confronterà prevalentemente con discipline di ambito psicologico, pedagogico, sociologico, filosofico, ma anche antropologico, storico e giuridico, per creare un assemblaggio di competenze sia teoriche che metodologiche ed applicative, spendibili laddove sia richiesta la capacità di analisi e di intervento.

Alcune materie:

  • pedagogia generale e sperimentale didattica;
  • psicologia generale, sociale, dello sviluppo;
  • psicologia delle relazioni interpersonali e di gruppo sociologia.

 

3] SBOCCHI OCCUPAZIONALI


orientamento universitario per i corsi di laurea umanistici

Contro ogni previsione e scetticismo, i dati statistici evidenziano un “riscatto” delle lauree ad indirizzo psico-pedagogico, con una crescita del tasso occupazionale e una previsione di inserimento nel mondo del lavoro pari a circa l’80 % entro 5 anni dal conseguimento del titolo [fonte Almalaurea e Istat].

Tale evoluzione è stata accentuata anche dai recenti interventi in merito, da parte del legislatore: la cosiddetta “Legge Iori” (nr. 205/2017), ad esempio, ha disciplinato la figura dell’educatore professionale e per l’esercizio di tale ruolo ha determinato la necessità di possedere titolo di Laurea triennale L-19, “superando”, al termine della fase transitoria, i requisiti minimi precedentemente richiesti.

I laureati in tali campi potranno impiegare il proprio titolo in una trasversalità di alternative, con sbocchi occupazionali in strutture sia pubbliche che private, quindi, tanto presso ASL e pubbliche amministrazioni, quanto presso comunità e cooperative, con finalità di promozione della salute e dell’assistenza, di inserimento all’interno del terzo settore, di sviluppo e gestione delle risorse umane.

Nello specifico, il laureato in Psicologia, potrà valutare, oltre alla libera professione (da esercitarsi presso studio privato), l’impiego dipendente in ambito di valutazione psicometrica e psico-sociale, quindi nella valutazione, selezione e coaching del personale e nell’analisi delle dinamiche interpersonali e delle relazioni.

L’iter pedagogico, invece, orienterà verso ruoli quali educatore professionale, di comunità e di servizio sociale (anche con applicazione rieducativa e riabilitativa, con anziani e portatori di disabilità), educatore professionale per l’infanzia (nelle strutture scolastiche ed extrascolastiche, negli asili nido e nella sezione primavera), animatore socio-educativo (presso le ludoteche), oltre che come esperto di progettazione curriculare e didattica e come consulente, formatore e tutor presso aziende ed imprese o tecnico in biblioteche e musei.

In ultimo, entrambi i percorsi conducono alla possibilità di accedere a bandi e concorsi specifici del settore, oltre che al Concorso docenti, per rientrare nelle classi di insegnamento delle discipline storico-filosofiche e psico-pedagogiche.


A cura di Ines Illuzzi – Orientatrice Didattica Sparta Formazione

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Conoscere per scegliere …
… orientare per orientarsi!

 

D.R. Bianchi, Social Media Manager c/o la Startup innovativa e Web Agency Urban Labs. Azienda? Professionista? Affidati a noi per il Tuo Brand, contattaci ora